Tempo di Natale
Attesa e compimento: parlando di Avvento con i ragazzi…
Che cos’è l’Avvento? In un brainstorming con i miei studenti della scuola secondaria di secondo grado I.S.S. “G. Marconi” di Torre Annunziata, le risposte emerse sono state le più varie: preparazione al Natale, preghiera, fioretti, novena, candele. L’Avvento, tuttavia, è molto di più: è un’educazione all’attesa e una full immersion nella dimensione escatologica della fede. Esso sintetizza il “già” della salvezza operata da Gesù con la Redenzione e il “non ancora” del compimento definitivo del Regno di Dio con la Parusia. L’Avvento ricorda che quel Gesù nato nella mangiatoia – il Verbo incarnato (cf. Gv 1,14) nella storia – è lo stesso che “tornerà nella Gloria per giudicare i vivi e i morti”, come professiamo nel Credo.
Le tre dimensioni pedagogiche dell’Avvento
Questo tempo liturgico possiede un forte valore pedagogico e educativo: alla scuola della Parola di Dio, i fedeli vengono formati all’attesa del Signore che viene.
- Dimensione Storica. È una preparazione al Natale, che celebra la nascita storica di Gesù a Betlemme.
- Dimensione Spirituale. L’Avvento educa ad attendere e celebrare la sua nascita spirituale nel cuore di ogni credente.
- Dimensione Escatologica. Ricorda l’attesa del suo ritorno glorioso (Parusia).
Lasciandosi plasmare dalla Parola, ci si dispone alla sequela Christi, ponendosi alla scuola del Maestro divino per lasciarsi formare e sviluppare pienamente il proprio processo di umanizzazione.
La scuola dei profeti e l’armonia ritrovata
L’Avvento è anche il tempo delle profezie: si rammenta che il Dio di Gesù Cristo è sempre fedele alle sue promesse. Non ha lasciato l’umanità brancolare nel buio, ma ha mandato la luce della vita.
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I profeti educano all’attesa e alla speranza, ammoniscono il popolo di Dio per le sue infedeltà, ricordano l’importanza dell’obbedienza della fede e favoriscono la conversione del cuore, denunciando una spiritualità esteriore e sterile. Inoltre, invitano alla sobrietà e alla resilienza per affrontare le avversità della vita.
Si legga un estratto emblematico del rotolo di Isaia:
Il lupo abiterà con l’agnello, e il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello, il leoncello e il bestiame ingrassato staranno assieme e un bambino li condurrà. La vacca pascolerà con l’orsa, i loro piccoli si sdraieranno assieme e il leone mangerà il foraggio come il bue. Il lattante giocherà sul nido della vipera, e il bambino divezzato stenderà la mano nella buca del serpente. Non si farà né male né danno su tutto il mio monte santo, poiché la conoscenza del Signore riempirà la terra, come le acque coprono il fondo del mare. (Cf. Is 11,6-9).
Il mistero dell’Incarnazione ha realizzato questa profezia. Gesù, assumendo la condizione umana, ha riconciliato il cielo con la terra, e il cosmo e la natura hanno fatto pace con il Creatore. L’Incarnazione e la Redenzione hanno ristabilito l’armonia perduta.
Preparare il Cuore
Riscoprire la cura della fede, l’importanza di conoscere e comprendere la Parola di Dio per crescere spiritualmente, e riappropriarsi della grazia dei sacramenti, è emblematico in questo periodo liturgico. Ciò ha lo scopo di predisporre il cuore adeguatamente per far nascere Cristo dentro di sé e portare frutti di riconciliazione, misericordia e speranza nel mondo.
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