15 Ottobre 2026

Leone, due storie affidate alle mani della Madre

Non sarà sfuggita ai più la coincidenza della data del 13 ottobre, giorno che la Chiesa lega alla memoria delle Apparizioni di Fatima, con l’intervento chirurgico a cui è stato sottoposto Papa Leone XIV per l’asportazione di un tumore maligno al polmone. Quando la fragilità bussa alla porta di chi è chiamato a guidare la Chiesa, il pensiero corre spontaneamente a Maria, la Madre che Gesù ci ha consegnato e che, nella fede del popolo cristiano, non smette di accompagnare i suoi figli, soprattutto nelle ore più difficili. È inevitabile, allora, ricordare il 13 maggio 1981, quando Giovanni Paolo II, colpito dai proiettili di Ali Ağca in piazza San Pietro, attribuì alla Madonna di Fatima la sua sopravvivenza. «Una mano ha sparato, un’altra mano ha deviato il proiettile», disse in seguito, riconoscendo nella protezione di Maria una presenza decisiva in quell’ora drammatica. Da allora, quel legame tra il Papa polacco e la Vergine è rimasto impresso nella memoria della Chiesa.

Oggi non siamo davanti alla stessa vicenda, né possiamo anticipare ciò che accadrà, ma possiamo ritrovare lo stesso gesto di affidamento: consegnare alla Madre la vita di un uomo che appartiene alla Chiesa intera e attendere, con fiducia, che la medicina faccia il suo corso. Maria non ci sottrae alla prova per magia; ci insegna ad attraversarla sapendo di non essere soli. E questo è un invito ma anche una grande consolazione. Ci educa a guardare anche alla nostra vita con gli occhi di Dio, a comprendere la presenza silenziosa e discreta della Vergine Maria e ci fa sentire parte di una storia più grande. Non siamo soli, c’è una Madre che veglia sulla nostra vita.

E proprio mentre il nostro sguardo è rivolto al Papa, in queste stesse ore la cronaca ci mette davanti a un’altra vita, un altro letto d’ospedale, un’altra attesa. È quella del piccolo Leone, il neonato trovato abbandonato in una busta di plastica a Cinisello Balsamo e salvato grazie a una donna che ha sentito il suo pianto e ha chiamato i soccorsi. Per lui è stata avanzata la proposta di un nome in onore del Pontefice. Si chiamerà Leone. 

E così, ci ritroviamo davanti a un intreccio che parla al cuore: mentre preghiamo per un Papa che deve ristabilirsi, un bambino appena arrivato nel mondo lotta per cominciare la sua vita. Due persone che non si conoscono, lontanissime per età e storia, entrambe affidate alle cure di altri, entrambe bisognose di mani capaci di custodirle. Mi piace pensare che il filo spirituale tra queste vicende non stia soltanto nel nome condiviso, né nella coincidenza delle date, ma nella chiamata che esse rivolgono a ciascuno di noi.

Il Papa ci ricorda che anche chi sostiene gli altri ha bisogno di essere sostenuto; il piccolo Leone ci ricorda che ogni vita, persino quella che qualcuno ha tentato di nascondere e cancellare, porta in sé una dignità che nessun abbandono può distruggere. E se affidiamo entrambi alla protezione della Vergine, non possiamo dimenticare che la Provvidenza si serve anche delle persone: dei medici che operano, degli infermieri che assistono, della donna che non ha ignorato quel pianto. Maria ci conduce a Dio, ma ci educa anche a riconoscere il momento in cui tocca a noi farci prossimi.

A Fatima Maria ha chiesto preghiera e conversione; oggi, affidandole Papa Leone e il piccolo Leone, chiediamole anche un cuore capace di ascoltare, di soccorrere e di custodire perché la preghiera autentica non ci fa restare spettatori del dolore: ci rende più attenti alla vita, più pronti a prendercene cura, più disponibili a diventare strumenti di quel bene che riconosciamo come dono di Dio.



Il Caffè sospeso...
aneddoti, riflessioni e storie di amore gratuito …quasi sempre nascoste.

Il caffè sospeso è un’antica usanza a Napoli. C’è chi dice che risale alla Seconda Guerra Mondiale per aiutare chi non poteva permettersi nemmeno un caffè al bar e c’è chi dice che nasce dalle dispute al bar tra chi dovesse pagare. Al di là delle origini, il caffè sospeso resta un gesto di gratuità. Nella nuova rubrica che apre l’anno 2024, vorrei raccontare storie o suggerire riflessioni sull’amore gratuito e disinteressato. Quello nascosto, feriale, quotidiano che nessuno racconta, che non conquisterà mai le prime pagine dei giornali ma è quell’amore che sorregge il mondo, che è capace di rivoluzionare la società dal di dentro. Buon caffè sospeso a tutti!


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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