12 febbraio 2018

12 Febbraio 2018

Non basta

di don Silvio Longobardi

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 8,11-13)
In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».
Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.

Il commento

Vennero i farisei e si misero a discutere con lui” (8,11). Il racconto evangelico appare solo come un frammento ma aiuta a capire qual è il contesto in cui Gesù esercita il suo ministero: da una parte un popolo che lo cerca con fiducia e dall’altra scribi e farisei che lo guardano con crescente contrarietà. L’evangelista parla di un dialogo tra Gesù e i farisei. Il verbo discutere traduce il greco syzēteín che significa cercare insieme. Se fosse questo l’atteggiamento, la verità sarebbe a portata di mano. In questo caso invece siamo dinanzi ad un confronto aspro e oppositivo in cui emerge una sostanziale e radicale diversità di vedute. I farisei non nascondono la loro diffidenza, anche se diplomaticamente chiedono un segno dal cielo. Questa richiesta non ha i tratti dell’umiltà ma ha la forma di una pretesa arrogante, come se dicessero: “Quello che hai fatto fino ad ora non è abbastanza, se vuoi che ti crediamo, manifesta un segno ancora più chiaro che dia a tutto il popolo l’assoluta certezza che sei tu l’inviato di Dio”. Nella narrazione di Marco questo confronto avviene subito dopo il miracolo dei pani (8, 1-10). Gesù aveva già manifestato non pochi segni che confermavano l’autorità delle sue parole ma per coloro che non credono o si rifiutano di credere, la luce non è mai abbastanza…

La domanda dei farisei è presentata dall’evangelista come una tentazione: “Per metterlo alla prova” (8, 11). In greco troviamo peirázo, lo stesso verbo che descrive le tentazione nel deserto. Questo dettaglio ricorda che talvolta le nostre richieste rappresentano una vera e propria tentazione. Non dobbiamo pretendere che Dio si manifesti come e quando noi desideriamo. Al contrario, dobbiamo imparare a consegnarci nelle sue mani, lasciando a Lui la libertà di dare la luce come e quando vuole. Il nostro Dio è un Padre buono che non ci lascia senza il pane di cui abbiamo bisogno. Oggi chiediamo la grazia di riconoscere i segni della divina presenza disseminati nella nostra vita. La nostra preghiera oggi diventa un umile canto di lode per tutto il bene ricevuto.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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