23 Gennaio 2023

Se un’icona della Santa Famiglia fa così paura…

E dopo il crocifisso nelle scuole, avanti contro le immagini sacre. Ad essere sotto inchiesta è un’icona della Santa Famiglia di Nazareth, che si trova nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Civile di Venezia. Per alcuni rappresentanti di Cgil, Pd e Movimento Cinque Stelle, l’immagine potrebbe essere interpretata come un invito a non abortire.

Potrebbe mascherare comportamenti da Stato etico che non possono trovare in alcun modo cittadinanza a Venezia” è una dichiarazione del neosegretario generale provinciale della Cgil di Venezia, Daniele Giordano, che “condanna con forza” la sua esposizione. Già basterebbero le sue parole per alzare gli occhi al Cielo in un disperato quanto delirante sospiro ma si aggiungono le dichiarazioni del Partito democratico e del Movimento: “Come Pd chiediamo che si rimuovano immediatamente tutte le rappresentazioni religiose che vanno contro la sensibilità delle donne e il rispetto dei loro diritti”, parole del capogruppo dem in Consiglio comunale, Monica Sambo, e del consigliere regionale Jonatan Montanariello.

Ma non è finita qui. Se non eravamo ancora arrivati al ridicolo, arrivano i grillini: “In luoghi così intimi e particolarmente sensibili come quelli di un reparto ospedaliero, l’ostensione di figure sacre, tra l’altro di una singola confessione religiosa, inevitabilmente veicolano messaggi univoci che possono influenzare le persone e metterle a disagio”.

A questo punto si potrebbe pensare che qualche donna si sia lamentata. No. Che qualche donna non abbia potuto abortire per colpa di quell’immagine giudicante? No. La manovra mediatica è squisitamente politica. Che novità! Gli esponenti della cosa pubblica non hanno nessuna urgenza sociale da dover sopperire se non quella occuparsi di rilasciare dichiarazioni e scrivere note per condannare un’icona che rappresenta Maria e Giuseppe con il Bambino, il fondamento della cultura cristiana italiana? Addirittura, invocano la laicità dello Stato, la strumentalizzazione dei “simboli religiosi per avallare il fanatismo religioso”, l’ingerenza della religione in un luogo pubblico dove la donna deve poter compiere le sue scelte “individuali”.

Confesso di non aver mai pensato che l’icona della Santa Famiglia, che troneggia nella nostra casa da 23 anni, incutesse così tanta paura. Al contrario essa è per noi l’immagine dell’amore, della tenerezza, della gratuità. È questo che disturba? L’Amore dà fastidio? Eppure proprio nei luoghi di sofferenza – perché l’aborto come lo vogliamo girare è una grande tragedia sia per la donna che per il suo bambino – la fede cattolica ha sempre rappresentato nei secoli un appiglio sicuro, un barlume di speranza. Forse i cari politici dovrebbero guardare più alla storia e restare meno prigionieri delle loro ideologie che impediscono loro di guardare la realtà. A me piace pensare invece che se anche per un solo secondo una donna incrocia lo sguardo di Maria in quell’icona, prima di entrare, il suo cuore le può suggerire la scelta migliore…o se anche guardasse quegli occhi dopo l’aborto, potrebbe trovare il coraggio di perdonarsi e di ricominciare.


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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