25 Gennaio 2023

La rivoluzione di papa Benedetto alle GMG: mettere Gesù al centro

Perché i giovani sono lontani dalla fede? Di cosa hanno bisogno per avvicinarsi a Gesù? Sono decenni che ci interroghiamo sugli strumenti comunicativi e i linguaggi. Alla ricerca di qualche formula magica che ci consegni la possibilità di farci spazio nel cuore dei ragazzi.

Vorrei ricordare una felice intuizione di papa Benedetto XVI durante il suo pontificato. In occasione delle Giornate Mondiali della Gioventù egli volle inserire l’adorazione eucaristica nella grande Veglia. Un’innovazione molto controcorrente per l’immensa e festosa folla di giovani convenuti ma che fu accolta e vissuta con grande entusiasmo dagli stessi. Momenti di grande silenzio e di profonda spiritualità impressionanti in una spianata con migliaia e migliaia di giovani.

A Colonia, il 20 agosto 2005, nella sua prima GMG da papa, Ratzinger dopo il silenzio della preghiera di adorazione disse ai giovani: “Contemplando queste figure [dei Santi] impariamo che cosa significa “adorare”, e che cosa vuol dire vivere secondo la misura del bambino di Betlemme, secondo la misura di Gesù Cristo e di Dio stesso. […] Non sono le ideologie che salvano il mondo, ma soltanto il volgersi al Dio vivente, che è il nostro creatore, il garante della nostra libertà, il garante di ciò che è veramente buono e vero. La rivoluzione vera consiste unicamente nel volgersi senza riserve a Dio che è la misura di ciò che è giusto e allo stesso tempo è l’amore eterno. E che cosa mai potrebbe salvarci se non l’amore?”.

E aggiunse riferendosi al brano dei Magi: “Entrati nella casa, videro il bambino e Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono” (Mt 2, 11). Cari amici, questa non è una storia lontana, avvenuta tanto tempo fa. Questa è presenza. Qui nell’Ostia sacra Egli è davanti a noi e in mezzo a noi. Come allora, si vela misteriosamente in un santo silenzio e, come allora, proprio così svela il vero volto di Dio. Egli per noi si è fatto chicco di grano che cade in terra e muore e porta frutto fino alla fine del mondo (cfr Gv 12, 24). Egli è presente come allora in Betlemme. Ci invita a quel pellegrinaggio interiore che si chiama adorazione. Mettiamoci ora in cammino per questo pellegrinaggio e chiediamo a Lui di guidarci. Amen”.

L’adorazione eucaristica da quel momento in poi è stata riproposta in ogni GMG, proseguendo tutta la notte, fino al mattino. Le testimonianze dei giovani sono stupende. Il silenzio, il contatto vero, la relazione autentica che il tempo dell’Adorazione propone, è questo quello che i giovani cercano più delle parole, più delle opere di carità, più delle forme strambe di annuncio del Vangelo che possiamo inventarci. 

Il vescovo Fulton J. Sheen nota, nello spiegare tale esperienza, che quando guardiamo all’Eucaristia in un atteggiamento di adorazione, di profonda riverenza e amore “accade qualcosa in noi di molto simile a quanto accadde ai discepoli di Emmaus. Il pomeriggio della domenica di Pasqua, quando il Signore si fece loro incontro, domandò perché fossero così tristi. Trascorse alcune ore alla Sua presenza e ascoltando di nuovo il segreto della spiritualità – “il Figlio dell’Uomo deve soffrire per entrare nella Sua gloria” – finito il tempo di stare con Lui, i loro “cuori ardevano” (Un tesoro nell’argilla, Autobiografia).

La grande intuizione di papa Benedetto è da ripensare anche oggi nelle nostre realtà ecclesiali. Al centro delle adunanze, piccoli e grandi, bisogna ridare a Gesù la sua centralità e il suo posto d’onore.


Vai all'archivio di "Con gli occhi della fede"




Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia

Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

CONTINUA A LEGGERE



Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

ANNUNCIO



Vai all'archivio di "Con gli occhi della fede"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per commentare bisogna accettare l'informativa sulla privacy.