1 Febbraio 2023

Il flop della legge sulle DAT, gli italiani chiedono vita

Cinque anni fa entrava in vigore la legge sul biotestamento in Italia che permette di poter scegliere l’interruzione delle cure (comprese anche nutrizione e idratazione) o il suo rifiuto. Il bilancio di questi anni sembra disattendere i desideri di Radicali e compagni. Secondo i dati riportati in questi giorni dal quotidiano Repubblica sono in tutto 185.500 gli italiani che hanno sottoscritto un biotestamento (testamento biologico, ndr): si tratta dello 0,4% dei cittadini sopra i 18 anni.

Di questi poi, solo 145.062 hanno effettivamente inviato alla Banca Dati le proprie DAT: per tutti gli altri in pratica le proprie indicazioni sul biotestamento non sono al momento note agli ospedali e alle strutture sanitarie nel caso servissero. La collega che ha redatto l’articolo riporta i dati condendoli di una grande desolazione: “…soltanto un’infinitesimale parte degli italiani, 185.500, hanno scritto e depositato in questi cinque anni il proprio testamento biologico. Ossia le “Dat”, le dichiarazioni anticipate di trattamento, quelle volontà che dopo una lunghissima battaglia in Parlamento, ci permettono oggi di chiedere come liberamente vogliamo essere accompagnati alla morte”.

Secondo i membri dell’associazione Luca Coscioni, Marco Cappato e Filomena Gallo la colpa sapete di chi è? Dello Stato che non ha mai avviato una campagna istituzionale di informazione sul testamento biologico. E dunque i paladini della morte legalizzata cosa fanno? «Ci sostituiamo ancora una volta allo Stato nel realizzare una campagna di informazione su uno strumento di libertà fondamentale, ma finora tenuto nascosto dal ministero della Salute dei Governi che si sono succeduti in questi 5 anni», denunciano Gallo e Cappato in una nota, «Per questo abbiamo chiesto ufficialmente un incontro al ministro della Salute, Orazio Schillaci, per parlare di libertà fondamentali e diritto alla salute».

L’altra motivazione che questi fratelli adducono è il fatto che nelle case di cura “cattoliche” ai malati terminali non viene proposto. Ovviamente aggiungo io. Il primo ad annunciare “disobbedienza civile” fu Don Carmine Arice, superiore generale del Cottolengo: “Noi non applicheremo le DAT”. Gli fece eco l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia. “Le comunità religiose, le istituzioni, le associazioni e tutti i volontari che operano nel mondo sanitario e assistenziale devono avere il coraggio di fare scelte di coerenza morale e di testimonianza anche andando controcorrente, quando si tratta di salvaguardare e promuovere la vita sempre dal suo primo istante al suo naturale tramonto”.

È facile intuire cosa pretendono i fautori di questa legge ipocrita che apre le porte all’eutanasia senza nominarla: da un lato vogliono entrare nelle scuole e lavorare con i nostri figli adolescenti così come fanno con il gender e l’aborto perché hanno capito che se convincono i giovani hanno fatto il 99,9% del lavoro. Dall’altro lato invocano la distanza dal mondo cattolico obbligando tutti i medici, anche quelli che lavorano in strutture sanitarie come il Cottolengo, ad applicare questa pratica contro la loro coscienza. Dobbiamo vigilare con intelligenza. Staremo a vedere il Governo come si esprimerà sulle loro richieste.

Intanto possiamo senza ombra di dubbio affermare che questa legge emanata di fretta prima della fine della legislatura da un Senato mai eletto dai cittadini, voluta a tutti costi dalla cosiddetta lobby dei “diritti civili”, continua a non trovare nel popolo italiano una sponda. La comunità civile invoca supporti per la vita e la salute dei propri cari e non la morte. Alla vigilia della Giornata per la Vita è un piccolo segno di speranza.  


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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