GRANDI CLASSICI

“I Promessi Sposi” e la pedagogia cristiana: cosa dicono a noi, oggi?

I Classici sono tali perché non tramontano mai e, a distanza di decenni o secoli, talvolta persino di millenni, hanno ancora qualcosa da dire al cuore umano, che è lo stesso in ogni tempo, pur cambiando le culture e le abitudini. Questo vale, certamente, per i Promessi Sposi, capolavoro di Alessandro Manzoni.

Nel cuore del XIX secolo, in un’Italia ancora frammentata politicamente ma in fermento culturale, Alessandro Manzoni pubblica nel 1827 la prima edizione de I Promessi Sposi, per poi consegnare al pubblico nel 1840 la celebre “Quarantana”, versione definitiva del romanzo. Quest’opera non è soltanto il primo grande romanzo moderno della letteratura italiana, ma anche un pilastro della costruzione dell’identità linguistica e morale della nazione. In un’epoca in cui l’unità d’Italia era ancora un’aspirazione, Manzoni offre un modello di lingua unificata e accessibile, fondato sul fiorentino colto parlato, e un messaggio etico ispirato alla tradizione cristiana.

Come la Divina Commedia di Dante Alighieri, composta tra il 1304 e il 1321, e il Cantico delle creature di San Francesco d’Assisi, scritto intorno al 1224–1225, anche I Promessi Sposi si radicano profondamente nella cultura biblica. La Bibbia, definita da Northrop Frye come “il grande codice della cultura occidentale”, è per Manzoni non solo fonte di ispirazione, ma struttura portante della narrazione. La Provvidenza divina guida gli eventi, i personaggi incarnano valori morali universali, e la lingua stessa si fa veicolo di una pedagogia cristiana che educa il lettore alla giustizia, alla carità e alla speranza.

Leggi anche: Pinocchio, parabola educativa anche per le famiglie e i bambini di oggi

Renzo e Lucia, protagonisti umili e tenaci, rappresentano la fede e la perseveranza. Fra Cristoforo è la carità redentrice, Don Rodrigo l’arroganza del potere, l’Innominato la possibilità della conversione, e il cardinale Federigo Borromeo il modello del pastore illuminato. Ogni figura è al servizio di un disegno pedagogico che riflette la visione cristiana dell’uomo come essere libero, responsabile e redimibile. Come afferma Manzoni nel capitolo XXXVIII: “La storia è una guerra contro la fatalità, una lotta per la libertà morale dell’uomo.”

Nel contesto educativo contemporaneo, segnato da crisi valoriali e da una crescente frammentazione culturale, I Promessi Sposi offrono un modello formativo ancora attuale. L’opera insegna che la sofferenza, se vissuta con fede, può diventare occasione di crescita. Come scrive Manzoni nel finale: “La sventura, quando è accettata con fede, diventa una benedizione”. L’educazione, secondo questa visione, non è solo trasmissione di nozioni, ma formazione della coscienza e del carattere.

In conclusione, I Promessi Sposi non sono solo un capolavoro letterario, ma un testo fondativo della cultura italiana, capace di parlare ancora oggi al cuore e alla mente. Radicato nella Bibbia e nella tradizione cristiana, il romanzo di Manzoni è un’opera che educa, che forma, che salva. E che ci ricorda che la letteratura, quando è vera, è sempre anche un atto di amore.




Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia

Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

CONTINUA A LEGGERE



Giuseppe Lubrino

Giuseppe Lubrino (1990) ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Religiose con indirizzo pedagogico-didattico nel 2017 presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, all’ISSR “G. Duns Scoto” di Nola-Acerra. Ha discusso una dissertazione dal titolo "L’Educazione nel pensiero di Joseph Ratzinger: una pedagogia del cuore".
Attualmente, insegna Religione Cattolica presso la Scuola Secondaria di Secondo Grado “Iti G. Marconi” a Torre Annunziata(NA). Appassionato di Teologia Biblica, approfondisce i suoi studi sul pensiero e l’opera di J. Ratzinger, nonché sulla paideia cristiana.
Dal 20 gennaio 2023, collabora attivamente con la rivista culturale “Il Pensiero Storico. Rivista Internazionale di Storia delle Idee” curata e diretta dal prof. Danilo Breschi, per la quale ha scritto diversi articoli di carattere teologico-culturale. Redige anche articoli in campo teologico, religioso e pedagogico per il portale “Informazione Cattolica”, curato e diretto dal giornalista e docente Matteo Orlando, collabora per la rivista di storia della cultura cristiana “Christianitas”, diretta da dott. Angelo Gambella e per “InDialogo”, il giornale della Diocesi di Nola, curato dalla dottoressa Mariangela Parisi e per il blog culturale “Scenari Futuri”, ideato e diretto dal teologo e filosofo Pasquale Giustiniani. Scrive articoli anche per la Rivista web “Punto Famiglia” della scrittrice e conduttrice di “Radio Maria” dottoressa Giovanna Abbagnara. Redige articoli anche per il periodico di Arte,Cultura e Attualità: “Rivista Bohémien Nuove edizioni” curata e diretta dall’autrice Cristina Torrisi. Il 28 febbraio 2023, ha pubblicato il suo primo libro da autore: "Introduzione al pensiero di Joseph Ratzinger: una paideia cristiana", Edizioni Sant’Antonio (OmniScriptum), Londra 2023;
Il 27 febbraio 2025 ha pubblicato il suo secondo libro: “In cammino per la Quaresima con Benedetto XVI” VDM Verlag (24 febbraio 2025). Nel maggio 2025 ha pubblicato per la Valle del Tempo edizioni: “Giovani,Fede e Identità: Un Percorso di Crescita con Benedetto XVI”.

ANNUNCIO


ULTIMI COMMENTI
  1. E' proprio così. Grazie per aver scritto questo articolo "non inclusivo". Oggigiorno ci vuole un certo coraggio per dire e…

  2. Ma cosa centra l'albero dei fichi?? Perchè non viene chiarito questa circostanza? grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per commentare bisogna accettare l'informativa sulla privacy.