19 Febbraio 2026

Dalle ceneri al “noi”: riscoprire il senso di Chiesa

Mi sorprendo sempre ad ascoltare Papa Leone. Ogni volta è come trarre una perla da un vaso pieno di gioielli e gustarne tutta la bellezza. L’omelia che ci è stata consegnata nel giorno in cui la Chiesa comincia il cammino quaresimale è un appello alla nostra identità ecclesiale, una provocazione sul senso di Chiesa che siamo chiamati a riscoprire in un tempo in cui l’individualismo spirituale sembra più forte della comunione e la frammentazione culturale più potente della convocazione.

La Chiesa nasce da una chiamata che ci strappa dall’isolamento. È significativo che Gioele elenchi categorie che potrebbero facilmente sottrarsi: «Radunate il popolo, indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti». «Gli sposi vengono chiamati fuori dalla loro intimità». Questa è la forma della Chiesa: un popolo che non si definisce per contrapposizione ma per appartenenza, che riscopre il sensus Ecclesiae che non è un sentimento generico di simpatia verso l’istituzione, ma la coscienza concreta di essere parte di un corpo, corresponsabili della sua santità e delle sue ferite.

Il Papa insiste su un tratto controcorrente e profetico: la Chiesa è comunità che riconosce i propri peccati. «Il male non viene da presunti nemici, ma ha toccato i cuori, è dentro la propria vita e va affrontato in una coraggiosa assunzione di responsabilità». In un’epoca in cui la tentazione è sempre quella di attribuire altrove le colpe, la comunità cristiana è chiamata a un atto pubblico di verità. Questo è sensus Ecclesiae: non difendere un’immagine, ma custodire una verità; non occultare le ceneri, ma attraversarle in vista della risurrezione. E attraversarle insieme senza l’illusione di autosufficienza, senza il pessimismo sterile, ma con la coscienza della verità dell’uomo davanti a Dio, insieme ai fratelli.

In questa prospettiva emerge con forza un altro passaggio decisivo dell’omelia: il riferimento ai giovani. Il Papa osserva che «numerosi giovani, anche in contesti secolarizzati, avvertano più che in passato il richiamo di questo giorno, il Mercoledì delle Ceneri». I giovani, dice, «colgono distintamente che un modo di vivere più giusto è possibile e che esistono delle responsabilità per ciò che nella Chiesa e nel mondo non va». Dove c’è desiderio di autenticità, lì può rinascere il senso di appartenenza. I giovani chiedono una Chiesa vera, esigente, non accomodante; comunitaria, non frammentata. Il loro sguardo intercetta l’essenziale: la conversione non è ripiegamento intimistico, ma apertura missionaria. «Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!». Il tempo della Quaresima diventa così il tempo della decisione ecclesiale: o restiamo individui religiosi accostati, o diventiamo davvero popolo convocato.

A me sembra che questa sia una sfida più che urgente. Lasciarsi radunare, accettare di essere parte, assumere la responsabilità condivisa del bene e del male che attraversano la comunità. Tutto questo significa riscoprire la bellezza del “noi” senza cancellare l’“io”, riconoscendo che la fede cristiana non è mai solo privata.



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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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