VITA DI COPPIA
Sesso prima del matrimonio? Sei obiezioni a don Alberto Ravagnani
Un noto sacerdote, molto seguito dai giovani sui social, don Alberto Ravagnani, di recente ha dichiarato in un’intervista che avere rapporti prematrimoniali può favorire, nei fidanzati, il desiderio di unirsi per la vita. Interpretando le sue parole, possiamo dedurre che conoscersi e unirsi sotto tutti i punti di vista, compresa la sfera della sessualità, aiuti i giovani ad arrivare all’altare più decisi, più uniti, più pronti al “sì”. Ecco le nostre sei obiezioni alla sua tesi.
Non apre ai rapporti occasionali, don Alberto Ravagnani, noto sacerdote influencer, e neppure ad una sessualità vissuta in modo egoistico, ma crede che, in una coppia stabile non sposata – che fa sul serio e guarda alla meta del matrimonio – l’esercizio della sessualità possa essere un punto di forza e non un “peccato”.
Nel pieno rispetto della sua persona, vorrei fare sei obiezioni alla tesi del sacerdote.
- Nella visione cristiana sposarsi ed unirsi nella carne sono due aspetti che coincidono.
Gesù dice espressamente: “L’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne” (Cfr. Mc 10,1-12).
Vediamo l’ordine:
- L’uomo lascia la famiglia d’origine
- Si unisce a sua moglie (Gesù la chiama “moglie”, il che significa che l’ha sposata prima di viverci insieme)
- I due saranno una sola carne (è mediante la carne che si consuma il matrimonio)
È Gesù stesso che fa coincidere il momento del matrimonio col momento del dono del corpo. Perché separarli? Solo perché lo fa la nostra cultura? Il Vangelo è per ogni cultura e, al tempo stesso, non dipende da nessuna di esse.
- I giovani non hanno bisogno di aperture vaghe, ma di riflettere sul perché dei gesti.
In che modo ciò che afferma questo sacerdote aiuta i giovani a fare discernimento sulla loro vocazione? Semmai, favorisce un malinteso: “Se facendo l’amore con l’altro ti sentirai più chiamata/o al matrimonio, allora è la persona giusta, altrimenti è la prova che devi lasciarlo”. Intanto, però, hai preso qualcosa dell’altro che non era per te: perché, quando fai l’amore, dai tutto e accogli tutto. Non è secondario a chi, come, quando, ti doni. Per tale ragione, non può essere “provando l’altro” con l’atto che è proprio di una moglie e di un marito che scopriamo la nostra vocazione. Anzi, se abbiamo bisogno di anticipare tutto del matrimonio prima di sposarci è perché non abbiamo fiducia nel rapporto. Non diremmo mai a un giovane di scegliere la sua auto dopo averne pagata una fino all’ultimo centesimo: “Se poi va male, pazienza, ne prendi un’altra”. Un discorso simile ci suona assurdo per una macchina, perché non dovrebbe sembrare infinitamente assurdo se in gioco c’è molto, molto più di un’automobile?
- Quale segno visibile, tangibile, concreto indica che una coppia è pronta a farsi dono di tutto, compreso il corpo?
Il matrimonio è il passaggio dal discernimento al dono di sé, totale e definitivo. “Siamo pronti a fare l’amore perché siamo pronti a sposarci”, dicono le coppie che arrivano caste al matrimonio. Nella visione di questo don, si è pronti a fare l’amore… perché?
- Il sacramento non è un abbellimento: è la presenza di Dio in ogni ambito della coppia.
Il corpo, per noi cristiani, è sacro. Dio abita ogni nostro ambito, anche quello della sessualità, se glielo permettiamo. Il sacramento del matrimonio santifica l’atto sessuale. Attendere il matrimonio significa riconoscere l’importanza di accogliere l’altro in Cristo.
- La castità non è una tortura, ma un’opportunità.
Non vogliamo affermare che una coppia che non ha vissuto la castità prima del matrimonio non ha speranza di sperimentare l’amore vero. Sarebbe come dire che, tutti quelli che non allacciano la cintura di sicurezza in auto, non possono raggiungere, sani e salvi, una destinazione prefissata. Eppure, tutti noi sappiamo che le cinture non sono delle catene. Hanno un loro scopo, una finalità. Così è per la castità: non ci priva, ma ci viene in aiuto. Accoglierla è una bellissima occasione per fare verità e per allenarsi alla gratuità. Perché ignorare i frutti di coloro che sanno testimoniare la bellezza di un’attesa carica di senso?
Leggi anche: La castità è privarsi di tutto… o donare tutto?
- Se i due si uniscono sessualmente, avranno più desiderio di stare insieme? Certo, ma solo se si tratta di un amore vero, messo alla prova, verificato.
Come lo si metterà alla prova un rapporto, se non si è disposti a trascorrere un periodo senza vincoli, se non siamo sicuri che l’altro ami più noi del sesso che può vivere con noi? Solo se la coppia ha trovato una vera intimità di cuore, solo se ha conosciuto la comunione fuori dalla carne, allora l’amore cresce mediante l’esercizio della sessualità, perché essa cementifica un amore che ha già messo le basi fuori dal letto. L’atto sessuale, per gli sposi cristiani, è una preghiera, una liturgia, e sì, l’amore cresce ogni volta col dono del corpo… ma a patto che il contesto sia quello di un amore maturo. Perché vivere la sessualità rischiando di accontentarci di qualcosa che sia meno di questo?
Alcune precisazioni…
Ora, che non tutte le coppie che hanno avuto rapporti prematrimoniali sono destinate al tracollo è vero. Si può crescere insieme, maturare nell’amore e nel dono di sé, anche se non si è vissuta la castità prematrimoniale, a patto che si viva un cammino volto ad accogliere sempre di più l’altro con tutto ciò che comporta. Così come è possibile vivere la castità per mera forma e poi trovarsi in un matrimonio difficile, con tanti nuclei di morte irrisolti.
La sfida nei corsi prematrimoniali, dove arrivano quasi solo coppie conviventi, è proprio aiutarli ad avere consapevolezza di cosa significhi donare tutti sé stessi, corpo e anima, avendo fiducia nell’amore di Dio, che non ha limiti, né barriere: dove arriva trasforma, ricrea, rialza.
Il punto, però, è che un sacerdote, da buon padre, deve offrire il meglio ai suoi figli, anche se il mondo sembra andare in tutt’altra direzione. E il meglio non può essere una soluzione vaga e indefinita sulla propria vita intima, quando in gioco c’è la felicità piena, su questa terra ed Oltre…
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