Il ruolo dei nonni nella vita dei nipoti: un abbraccio che sfida il tempo

Di Lucrezia Scotellaro

 “Il genitore è il pilota, mentre il nonno è l’assistente di volo: assume il controllo solo in situazioni di emergenza, mai per sostituire chi guida, e il pilota non abbandona il suo posto al primo commento”. Sono parole di Lucrezia Scotellaro, una moglie, una madre, e una giovane nonna. È filosofa di formazione e appassionata di comunicazione; giornalista freelance, educatrice. Le abbiamo chiesto qualcosa sulla differenza di ruoli tra genitori e nonni. Ecco la sua riflessione, ricca di spunti preziosi.

Esiste un famoso detto, spesso attribuito a Madre Teresa di Calcutta, che afferma che i genitori devono essere affidabili, non perfetti, e che i figli dovrebbero essere felici, non rendere felici noi. Questo principio si applica bene anche ai nonni: essi devono essere affidabili, non perfetti. I nipoti, a loro volta, dovrebbero essere felici, non avere il compito di riempire le giornate dei nonni. Non è necessaria una famiglia perfetta, ma una famiglia in cui ognuno conosce il proprio ruolo.

Cosa offrono i nonni. Innanzitutto, affetto e tempo lento: un pomeriggio con la nonna o una passeggiata con il nonno rappresentano momenti di calma nella frenesia quotidiana. Per i bambini, i nonni rappresentano quella che John Bowlby definiva una ‘base sicura’, ossia un punto di riferimento stabile, anche quando la famiglia attraversa cambiamenti come un trasloco, una separazione o la distanza. Inoltre, c’è la memoria: storie, foto, ricette e rituali che offrono ai nipoti radici solide. E c’è l’aiuto concreto, spesso indispensabile per bilanciare lavoro e famiglia. Anche per i nonni, prendersi cura delle nuove generazioni è fonte di significato e vitalità.

Dove possono nascere i problemi. Quasi sempre da confini poco chiari. Una famiglia funziona bene quando coppie, genitori, figli e nonni hanno confini definiti ma flessibili. Il genitore è il pilota, mentre il nonno è l’assistente di volo: assume il controllo solo in situazioni di emergenza, mai per sostituire chi guida, e il pilota non abbandona il suo posto al primo commento. Spesso, chi invade trova qualcuno che lascia il campo libero.

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I nonni restano genitori dei propri figli, ma non dei nipoti. Criticare mamma e papà davanti ai bambini, o correggere le loro regole, priva i piccoli del loro punto di riferimento. Per evitarlo, il nonno deve prima accettare il suo nuovo ruolo, senza vergognarsi dell’età, e dare ‘il permesso’ ai figli di essere adulti, con le loro idee educative. Massimo Recalcati sottolinea che l’eredità non si riceve passivamente: chi viene dopo deve riconquistarla a suo modo.

Lo spazio della coppia. Genitori e nonni sono anche coniugi, e spesso lo si dimentica. Chi fa ‘tutto per i figli’ rischia di chiedere loro di riempire una vita “vuota”. Ogni figlio ha il diritto di non portare questo peso, sia a 5 anni che a 30. I nonni che hanno curato il loro rapporto di coppia possono aiutare i figli a fare lo stesso. E se qualcosa nel loro rapporto non ha funzionato, hanno un motivo in più per farlo: la loro storia può diventare un insegnamento, non una condanna. Trasmettere fiducia nell’unione, anche dopo averne conosciuto le ferite, è un dono prezioso.

Tutto si riconduce all’idea di partenza: ognuno al proprio posto. Rispettare i confini non significa tenere i nonni a distanza, ma dare al loro affetto una forma duratura. Quando i ruoli sono chiari, nessuno deve difendere o riconquistare il proprio spazio, e l’amore può circolare liberamente. Così, con la gratitudine dei genitori e l’aiuto spontaneo dei nonni, quell’abbraccio che sfida il tempo diventa un dono per tutti.




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