Paola Binetti: “Il mio amico Carlo Casini? Un grande testimone”

Carlo Casini

Foto: https://www.facebook.com/movimentoperlavitaitaliano

“Carlo era un politico che ha dedicato la vita a battaglie da cui non ha mai lucrato nulla. Un politico disinteressato, che ha attraversato battaglie decisive per il suo tempo senza mai cercare il proprio interesse e meno che mai, il proprio interesse economico”. Parla l’Onorevole Paola Binetti.

Nel suo libro “Ricordando Carlo Casini, amico e maestro” lei traccia un profilo di questa importantissima figura, ma qual è il ricordo più caro che lei è rimasto nel cuore? 

I ricordi sono veramente tanti. Più che un ricordo vorrei richiamare, però, un tempo, quello in cui abbiamo condiviso la battaglia per il Referendum della legge 40. Lui era il Presidente del Movimento per la Vita, io ero il Presidente del Comitato Scienza e Vita. Era un grande esperto di politica, di comunicazione e di confronto con contatti diretti con i principali leader del momento. Fu una battaglia molto difficile che finì con una vittoria dell’astensione, che significava un’affermazione positiva del sì alla vita e Carlo, che aveva combattuto tutte le battaglie sull’aborto e che in qualche modo ne era uscito apparentemente sconfitto, riusciva a trovare un coraggio, una determinazione tale da attribuire a ogni persona che incontrava una importanza straordinaria. Ogni persona per lui rappresentava un valore da conquistare alla causa della vita. Lo ricordo con Marco Pannella, l’affetto con cui lo trattava era tale che a un certo punto lui gli chiese: “Ma vuoi convertirmi?”. E Carlo rispose: “Tu non hai bisogno di essere convertito. Hai già dentro di te tutti questi valori”. C’era in lui una straordinaria capacità di amare anche quelli che potremmo definire i suoi avversari. Riconosceva in ogni persona una forza di bene straordinaria. Tutti conoscono la fine di Marco Pannella, accompagnato da Mons. Paglia, non fece uso di tutto ciò per cui aveva combattuto come l’eutanasia ad esempio. Carlo Casini aveva la straordinaria capacità di vedere anche nei leader alternativi una potenza umana senza simili né precedenti, lui sapeva portare loro un messaggio che aveva tutto il sapore della competenza scientifica, giuridica ma soprattutto aveva la testimonianza del santo.

Nel ripercorrere emozioni e ricordi in questo libro stupendo lei lascia ampio spazio al messaggio dell’amico e maestro Carlo Casini: possiamo sintetizzarlo per i nostri lettori? 

Metterei in fila tre cose. Carlo era un politico che ha dedicato la vita a battaglie da cui non ha mai lucrato nulla. Un politico disinteressato, che ha attraversato battaglie decisive per il suo tempo senza mai cercare il proprio interesse e meno che mai, il proprio interesse economico. È stato anche sotto riflettori ostili, ma non ha mai dato adito a qualsiasi tipo di pettegolezzo sulla sua vita. Un esempio di coerenza e incorruttibilità. Lo ricordo sul sagrato di San Pietro e lui era accanto a Madre Teresa di Calcutta. Rivedo ancora l’affetto straordinario con cui la Santa lo ringraziava per il suo impegno. Carlo era amico di Chiara Lubich e Jérôme Lejeune. È stato un grande amico di tutti i santi del suo tempo. Una santità che faceva passare attraverso la politica, attraverso la legge. Come non posso vedere nella sua malattia, una morte santa. Eppure anche in quel momento della sua vita, è stato coerente fino alla fine, accettando lo spessore del dolore senza mai lamentarsi. Un testimone di una potenza incredibile. 

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Una delle caratteristiche che lei mette ben in evidenza nella pubblicazione è la relazione che l’onorevole Casini sapeva instaurare con le mamme in difficoltà e spesso sole. Egli sapeva raccogliere il loro cuore spezzato senza mai entrare nel giudizio e così sapeva far riemergere la vera essenza della femminilità, cosa non scontata al giorno d’oggi…

Anche quando parlava con donne che avevano abortito non lo faceva mai mettendo l’accento su ciò che avevano fatto ma rilanciava ciò che avrebbero potuto fare. Lui riusciva a trasformare il loro dolore, che molto spesso ha le caratteristiche del rimorso e del pentimento, in una sollecitazione positiva a pensare oltre. Le spingeva per esempio ad aiutare altre madri a non commettere lo stesso errore, le spingeva ad avere altri figli o a prendersi cura di quelli che già avevano. Le accompagnava verso una generosità rinnovata che non permetteva loro di rinchiudersi nella prigione dell’errore. Non era una censura morale dura e ostile, lui rilanciava la maternità in tutte i modi possibili. Metteva davvero la persona al centro dell’attenzione.

La vocazione di Carlo Casini, tradotta in politica è diventata un terreno fertile per il confronto costruttivo… la sua figura costituisce un messaggio per la politica di oggi?

Carlo Casini non ha mai avuto l’inclinazione allo scontro, il che non vuol dire che altri non abbiano cercato lo scontro con lui. Ma Carlo riusciva sempre a restituire delle argomentazioni valide che non gli impedivano di dire la verità solo che, per lui, la verità si intreccia sempre con la carità. La sua figura coerente con i propri valori è sicuramente un esempio per tanti. Non ha mai avuto nessuna carica politicamente parlando, e non ha mai subordinato la coerenza dei suoi valori a una richiesta di spazi seppur minimi di potere. Per il grande Paolo VI il nostro tempo non ha bisogno di maestri ma di testimoni e lui è stato un grande testimone.

Qual è la relazione tra l’impegno sociale, politico ed etico di Carlo Casini e la fede?

Era un cattolico a tutto tondo. Non faceva politica da cattolico. La sua sensibilità cristiana era alla base di tutto e questo caratterizzava il suo pensiero. A un certo punto non potevi più distinguere il rigore del magistrato dall’uomo che si commuoveva ogni volta che prendeva in braccio un bambino. Credeva profondamente e la profondità della sua fede gli permetteva di affrontare tutto anche ingiustizie incredibili con estrema lucidità e con grande serenità. Aveva sempre la pazienza di ricominciare e il senso della fede è tutto qui: la profonda convinzione che il bene prima o poi trionfa.

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Ida Giangrande

Ida Giangrande, 1979, è nata a Palestrina (RM) e attualmente vive a Napoli. Sposata e madre di due figlie, è laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Napoli, Federico II. Ha iniziato a scrivere per il giornale locale del paese in cui vive e attualmente collabora con la rivista Punto Famiglia. Appassionata di storia, letteratura e teatro, è specializzata in Studi Italianistici e Glottodidattici. Ha pubblicato il romanzo Sangue indiano (Edizioni Il Filo, 2010) e Ti ho visto nel buio (Editrice Punto famiglia, 2014).

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1 risposta su “Paola Binetti: “Il mio amico Carlo Casini? Un grande testimone””

Bella sintesi. Carlo Casini venne nel 1996, di ritorno da Strasburgo, ad inaugurare la sede del Movimento per la vita di Boretto (R.E.), piccolo paese della bassa reggiana sulla riva destra del Po. In municipio fece a braccio un bel discorso sulla vita che sboccia. Gli regalammo il nostro logo su un adesivo che recita: Scegli la vita. Lo prese e lo portò con sé facendolo conoscere ovunque.

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