PAPA FRANCESCO E IL MATRIMONIO

Può esistere una mistica coniugale? Rileggendo Papa Francesco

Abbiamo pensato di proporre, a più riprese, una riflessione che ci aiuti a sviscerare il pensiero di Papa Francesco sul matrimonio e sulla famiglia e che ci permetta di portare alla luce il vero contributo, ancora inesplorato, di Amoris Laetitia. Certo è che il linguaggio usato dal Papa era più per i “lontani” che per gli “addetti ai lavori”.

Il buon Dio ha concesso al suo umile servo Papa Francesco di poter entrare nel Suo Regno dopo i riti della Santa Pasqua, nell’anno Santo che dona l’indulgenza plenaria e nel giorno dell’annuncio della Risurrezione da parte dell’Angelo. A lungo si studieranno alcune intuizioni che lo Spirito gli ha dettato. Tra queste, ci occuperemo nel nostro blog all’interno del magazine di alcune che riguardano la famiglia.

Per quanto concerne tale discorso, anche se non tutti gli studiosi sono concordi, questo Papa si è posto nel solco dei suoi predecessori, in piena sintonia con il Magistero precedente, introducendo una sensibilità concreta che lo ha posto in una situazione intermedia tra quanti lo hanno “sfruttato” osannandolo come “progressista” tentando di modificare l’annuncio di Cristo e altri che lo hanno additato come “eretico” infangando la Santa Madre Chiesa. Queste righe, però, vogliono essere solo di gratitudine verso un uomo che ha cercato di servire Dio, incarnando lo stile “rivoluzionario” di Cristo che ha insegnato lo “scandalo” dell’amore totale e gratuito verso tutti, senza alcuna distinzione. Uno “scandalo” che ha visto il suo apice sulla croce dalla quale offre misericordia verso i suoi uccisori “perché non sanno ciò che fanno”.

«La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù». Queste le prime parole dell’Esortazione apostolica Evangelii Gaudium donate all’intero popolo santo di Dio, con cui papa Francesco sviluppa il tema dell’annuncio del Vangelo nel mondo attuale. L’esortazione costituisce un accorato appello a tutti i battezzati affinché, con nuovo fervore, possano annunciare la gioia di seguire Gesù. Con essa il Santo Padre invitava i battezzati tutti ad essere Chiesa “in uscita” verso le periferie umane. A diventare una Chiesa con le porte sempre aperte all’accoglienza, proprio come Gesù che ha accolto i pagani, l’adultera, i pubblicani. Anche così si spiega l’indizione di un giubileo straordinario della Misericordia, col quale ha cercato di portare all’attenzione del mondo lo stile di Cristo che ha sempre posto al centro l’uomo arrivando anche a “trasgredire” il precetto del “sabato” o a mangiare nella casa di Zaccheo, pubblico peccatore, pur di guarire o salvare un’anima.

Papa Francesco, in questa Esortazione, introduce un linguaggio nuovo che caratterizzerà il suo Magistero. Parla del mondo come di un “ospedale da campo”, di una “Chiesa in uscita” facendo leva su un linguaggio diverso incentrato sulla misericordia che ha come obiettivo curare e salvare quante più anime ferite dalla fragilità della condizione umana.

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Un linguaggio che parla ai lontani e meno agli addetti ai lavori. Un linguaggio che ha come obiettivo la messa in pratica della parabola della “pecorella smarrita” che pone le novantanove pecore al sicuro per farsi prossimo e non giudice a chi è nel buio perché ha smarrito la via.

Anche in ambito familiare, un esempio lampante dello stare vicino alle pecore che portano ferite profonde legate ad un fallimento matrimoniale è costituito dall’emanazione dei due motu proprio (Mitis et misericors Iesus e Mitis Iudex Dominus Iesus) per le cause di dichiarazioni di nullità del matrimonio. Francesco, come Benedetto XVI, ha a cuore tutte quelle situazioni di matrimoni che, nonostante la celebrazione davanti ad un ministro della Chiesa, non possono essere considerati sacramento in quanto portano in sé qualche vizio sostanziale invalidante. Il santo Padre tiene molto a sottolineare che questi documenti di riforma hanno lo scopo supremo di salvare le anime imprigionate in un sacramento non valido. Quando parla del matrimonio sacramento, invece, tiene sempre a sottolineare che lungo i secoli la Chiesa ne ha esposto, approfondito ed insegnato l’indissolubilità per essere coerente all’insegnamento del Cristo, tant’è vero che di fronte ad un matrimonio valido risulta impossibile procedere alla nullità matrimoniale, in quanto neanche il vescovo di Roma ha tale potere sul “mistero grande” in coerenza e fedeltà alle parole del Cristo.

L’intento di ribadire la dottrina sul matrimonio pervade anche i due sinodi indetti da papa Francesco. Nell’arco di due anni, infatti, si sono svolte due assemblee sinodali: l’Assemblea Generale Straordinaria (2014) e l’Assemblea Generale Ordinaria (2015), che si sono poste in ascolto dei segni di Dio e della storia degli uomini, nella fedeltà al Vangelo riflettendo sulla missionarietà delle famiglie. Il frutto del primo appuntamento sinodale, al quale il Popolo di Dio ha dato il suo importante contributo, è confluito nella cosiddetta Relatio Synodi. Il frutto del secondo appuntamento è confluito nella relazione finale dei Vescovi a Papa Francesco confluita a sua volta nell’esortazione apostolica post-sinodale Amoris Laetitia. Cominceremo a parlare di questo nel prossimo articolo.




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Assunta Scialdone

Assunta Scialdone, sposa e madre, docente presso l’ISSR santi Apostoli Pietro e Paolo - area casertana - in Capua e di I.R.C nella scuola secondaria di Primo Grado. Dottore in Sacra Teologia in vita cristiana indirizzo spiritualità. Ha conseguito il Master in Scienze del Matrimonio e della Famiglia presso l’Istituto Giovanni Paolo II della Pontificia Università Lateranense. Da anni impegnata nella pastorale familiare diocesana, serve lo Sposo servendo gli sposi.

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