TEMPO DI NATALE

Gesù è stato un “concepito”: Dio entra nella nostra storia dal grembo

Presepe

Di Fabrizia Perrachon

Quando professiamo il Credo diciamo: «…per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria…». Questo significa che il Figlio di Dio ha accolto fino in fondo la nostra condizione umana. Gesù non è arrivato sulla terra da adulto, non è sceso dal cielo già maturo. Ha voluto essere un bambino, ma, prima ancora di nascere, è stato un “concepito”.

Nel farsi bambino nel seno di Maria, Gesù ha santificato non solo la vita nascente, ma tutto il tempo della gravidanza: ciò che a volte viene vissuto come un periodo sospeso, fragile, quasi “provvisorio”, è stato assunto da Dio come un tempo salvifico. I nove mesi di Maria sono così diventati tempo di grazia, perché in essi il Verbo cresceva in silenzio; tempo di relazione, perché Gesù si univa intimamente a colei che lo avrebbe dato alla luce; tempo di formazione, perché il Figlio imparava — misteriosamente ma realmente — a vivere nel nostro ritmo biologico; tempo di speranza, perché ogni giorno avvicinava l’umanità alla Redenzione.

Ogni gravidanza, da allora, porta inciso questo sigillo; ogni bambino nel grembo riflette qualcosa del Mistero di Dio che cresce fra noi; ogni madre collabora, in modo unico, all’opera del Creatore. Ecco perché ogni donna che porta in grembo un figlio può guardare a Maria e trovare in Lei non un ideale irraggiungibile, quanto piuttosto una compagna di viaggio: perché Maria ha vissuto ciò che tutte vivono, ossia l’attesa, la speranza, la paura, l’incertezza, la gioia. E l’ha fatto per noi. Il fatto che Gesù abbia vissuto la nostra vita fin dal concepimento è una dichiarazione divina: la vita è sacra dal primo istante.

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Ed ecco anche perché il Santo Natale non comincia a Betlemme, in quella santa notte, ma comincia a Nazaret, nel momento dell’Annunciazione, quando il “sì” di una giovane donna apre la porta all’opera più grande della storia. È lì che la Redenzione ha iniziato il suo cammino terreno, in una cellula, in un grembo, in un tempo che solo Maria poteva vedere ma che avrebbe cambiato per sempre ogni cosa, ogni vita, ogni cuore. 

I nove mesi di Gesù nel grembo di Maria sono uno dei tesori più profondi della fede cristiana. Sono l’annuncio che Dio non soltanto si è fatto uomo, ma si è fatto bambino non ancora nato, accogliendo pienamente il nostro modo di venire al mondo. In quel tempo nascosto, il Signore ha santificato la gravidanza, trasformandola da semplice attesa biologica in cammino santificato e santificante, in sacramento di vita, in promessa d’amore. Ogni madre, ogni bambino nel grembo, ogni padre e ogni famiglia che attende può trovare in questo mistero non solo speranza, coraggio o consolazione ma una straordinaria dignità: anche Gesù è stato minuscolo, ospite del grembo, Lui, Creatore e Padrone della vita. Perché non sono le dimensioni che contano ma l’amore straordinario, senza fine, già pienamente presente in quella piccolezza, e perché, soprattutto, prima che figli di una madre e di un padre, siamo tutti figli di Dio. Leggi la prima parte di questa riflessione: “Concepirai un figlio”: è Natale dai nove mesi precedenti. Anche Gesù è stato embrione




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