BRICIOLE DI VANGELO

23 Settembre 2026

Solo chi ha visto

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 9,1-6

In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro».
Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.

Il commento

“Convocò i Dodici e … li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi” (9, 1-2).

Il mandato missionario fa parte di una storia, è una tappa di un cammino che gradualmente permette ai discepoli di vivere una comunione sempre più intima con il Maestro. Dobbiamo rileggere le pagine precedenti in cui l’evangelista ha narrato la prima chiamata (5, 1-11) e soffermarci con particolare attenzione sul passaggio in cui descrive la scelta degli apostoli, dopo una notte di preghiera: “Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici” (6,13). Questo evento segna l’inizio di una condivisione ancora più piena.

Dopo la chiamata il Vangelo riporta tutta una serie di avvenimenti, parole e gesti compiuti da Gesù. È questo il tirocinio e l’apprendistato del futuro missionario. Può essere inviato solo chi ha camminato con il Signore, ha visto e udito i prodigi del suo amore. Vivere in comunione con Gesù è la necessaria premessa per poter agire nel suo Nome.

Per diventare missionari non è sempre necessario andare lontano; ma è assolutamente indispensabile restare vicini al fuoco di Dio. Una vita più intensa di preghiera, l’ascolto della Parola e la partecipazione frequente all’Eucaristia accendono e custodiscono il desiderio di vivere a servizio del Regno. Chi cerca e trova Dio, non si accontenta di averlo nel cuore ma desidera che sia nel cuore di tutti.

È bene ricordare che la Messa non si conclude con un comodo arrivederci ma con un comando impegnativo: “Andate”. Un’eco del mandato che il Risorto consegna agli apostoli: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura” (Mc 16,15). Dovremmo uscire dalla chiesa con la stessa coscienza di fede che l’apostolo Giovanni esprime con queste parole: “quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita […] quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi” (1Gv 1, 1.3). È questa la fede che oggi chiediamo di testimoniare.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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