26 Settembre 2026
I tempi del dolore
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,43b-45
In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.
Il commento
“Mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva…” (9,43).
Anche quando è sincero, l’entusiasmo della gente è carico di ambiguità, può suscitare un fervore esagerato che alimenta illusioni e, alla lunga, genera delusioni che pesano e fanno inciampare. Ecco perché Gesù decide di ricordare ai discepoli che la sua missione passa attraverso la sofferenza:
“il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini” (9,44).
“Il parlar chiaro è fatto per gli amici”, dice un proverbio. Gesù li tratta come amici, non vuole nascondere nulla e, soprattutto, non vuole ingannarli. Ma i discepoli non vogliono vedere, sprangano porte e finestre pur di non guardare la realtà. La loro reazione è comprensibile. Non è facile accettare che la gloria di Dio, quella che alcuni hanno contemplato sul Tabor (9, 28-36), passa attraverso la sofferenza. Ed è impossibile capire che proprio la croce, quella che agli occhi umani appare come una plateale sconfitta, rappresenta il perfetto compimento della manifestazione di Dio.
Peraltro, è bene sottolineare che l’espressione “Figlio dell’uomo” nell’immaginario collettivo fa pensare a un misterioso personaggio inviato da Dio che agisce con la potenza di Dio. Se Gesù è davvero il “Cristo di Dio” (9,20), è del tutto irragionevole pensare che venga sconfitto dagli uomini. Gesù chiede ai discepoli vedere la sofferenza come luogo salvifico. Non si tratta di modificare qualche piccola cosa ma di cambiare radicalmente il modo di pensare.
La parola di Gesù invita a rileggere la nostra vita. Come abbiamo vissuto le esperienze di sofferenza? Quel dolore è stato per noi una prigione oppure è diventato una fonte di purificazione? Ci siamo limitati a sopportare quegli eventi, come chi attende che passi la tempesta, oppure li abbiamo trasformati in occasioni provvidenziali per imparare ad amare Dio e il prossimo? Siamo diventati più docili o più diffidenti? Oggi chiediamo la grazia di vivere ogni cosa con la certezza che “tutto concorre al bene” (Rm 8,28).
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia
Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).


ULTIMI COMMENTI
Non mi sembra che abbia risposto al commento presentato ad inizio pagina. Penso che l'unica affermazione sensata sia dire che…
Perché non si può più dire ad un figlio "Trovati una brava ragazza"? Che poi vuol dire anche prudente, attenta,…
"La conoscenza non dovrebbe essere censurata perché mette in discussione convinzioni, sensibilità o posizioni ideologiche. La conoscenza scientifica dovrebbe rimanere…