25 Settembre 2026
Io credo
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,18-22
Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».
Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Il commento
“Ma voi, chi dite che io sia?” (9,20).
La domanda è posta in un contesto orante e confidenziale. È rivolta a tutti ma… uno solo risponde: “Il Cristo di Dio” (9,20). In questa pagina, per la prima volta, Pietro emerge come il primo degli apostoli. Negli episodi precedenti era già apparso in primo piano: la pesca miracolosa (5, 1-11), la lista dei Dodici (6, 14-16). In questo caso il ruolo è molto più marcato e permette di intravedere, sia pure in germoglio, quella particolare autorità che più tardi eserciterà nella comunità ecclesiale.
E tuttavia, è opportuno precisare che, anche se parla a nome di tutti, la sua risposta non sostituisce quella che tutti gli altri devono dare, quella che ciascuno deve dare. La fede ha una ineliminabile dimensione personale. Nella cornice della fede comune, professata e testimoniata dalla Chiesa, ciascuno è chiamato a dire: “Io credo”. In questo senso possiamo anche dire che la parola di Pietro precede e prepara quella degli altri apostoli. Nel brano parallelo di Matteo Gesù fa notare che la confessione di Pietro non è frutto della sua intelligenza ma di una particolare illuminazione che viene dal Cielo (Mt 16,17). In questo modo sottolinea che Dio lo ha scelto come megafono, veicolo privilegiato di quella verità che tutti i credenti – tutti e ciascuno – sono chiamati a custodire e professare.
I santi sono quei battezzati che si sono lasciati interpellare da Dio e hanno dato una risposta personale, non si sono nascosti nella massa, non hanno confuso le loro voci con quelle degli altri né hanno atteso di vedere quello che dicevano gli altri. I santi hanno avuto il coraggio di proclamare la fede e di manifestarla coerentemente attraverso una vita conforme al Vangelo. Ai giovani venuti a Roma per il Giubileo che segnava l’inizio del terzo millennio, Giovanni Paolo II diceva:
“Non abbiate paura di affidarvi a Lui.
Egli vi guiderà, vi darà la forza di seguirlo ogni giorno e in ogni situazione”
(19 agosto 2000).
Oggi facciamo risuonare questo appello e chiediamo la grazia di rispondere con più coraggio e docilità.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).


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