Sul mio computer c’è un adesivo che leggo ogni mattina prima ancora di aprire la posta, rispondere a un messaggio, leggere le notizie o iniziare la prima delle tante cose che riempiranno la giornata. C’è scritto: «Nulla è piccolo di ciò che è fatto per amore». È una frase di don Franco Fedullo, un sacerdote che è stato molto importante nella mia vita anche se avrò parlato con lui solo dieci volte. È morto di Covid durante la pandemia. Questa è la piccola eredità che mi ha lasciato: ancora per oggi Giovanna prova a non sprecare le piccole cose.
La tentazione, soprattutto quando abbiamo molte responsabilità, è pensare che contino soltanto le cose grandi, quelle che si vedono, che producono risultati, che ricevono un riconoscimento. Ci affanniamo per ciò che lascia una traccia e rischiamo di non accorgerci di tutto quello che, apparentemente, non cambia nulla. Una telefonata fatta con attenzione, una parola detta nel momento giusto, una persona ascoltata senza guardare continuamente l’orologio, una risposta gentile quando avremmo voglia di essere sbrigativi, un lavoro fatto bene anche se nessuno saprà chi lo ha fatto: cose minuscole, quasi invisibili, eppure capaci di cambiare il peso di una giornata.
Il Vangelo ha una strana predilezione per le cose piccole. Gesù non sembra particolarmente impressionato dalle quantità. Guarda la vedova che getta nel tesoro del tempio due monetine e vede ciò che gli altri non vedono: non il valore economico dell’offerta, ma il cuore con cui è stata fatta. «Questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti», dice ai suoi discepoli. Il mondo conta quanto abbiamo dato; Gesù guarda quanto amore c’era dentro quello che abbiamo dato. È una misura completamente diversa dalla nostra.
Il cardinale Angelo Comastri ha insistito molte volte su questo punto, raccontando la santità come una strada fatta non necessariamente di imprese straordinarie, ma di fedeltà nelle piccole cose, perché l’amore vero non ha bisogno di palcoscenici. E forse è proprio qui che si gioca una parte importante della nostra vita cristiana: non nel fare cose eccezionali per Dio, ma nel fare con amore ciò che oggi ci è stato affidato. “Per amarti mio Gesù non ho che l’oggi…” scriveva santa Teresa di Gesù Bambino.
Quella frase sul mio computer mi rimette al posto giusto. Mi ricorda che non devo aspettare l’occasione importante per essere buona, generosa, paziente, attenta. L’occasione è già qui, nella persona che incontrerò, nella fatica che devo affrontare, nella responsabilità che mi è stata affidata, persino in quella cosa apparentemente insignificante che vorrei sbrigare male perché «tanto non cambia niente». Cambia, invece. Forse non cambia il mondo. Ma cambia me. E qualche volta cambia anche il mondo di chi mi sta davanti. Non so se ogni mattina riesca davvero a ricordarmelo, ma so che mi costringe almeno a provarci. Davanti a Dio la domanda non sarà mai quanto abbiamo fatto ma quanto amore abbiamo messo in ciò che abbiamo fatto. E allora davvero, nulla è piccolo se c’è l’amore.
Il Caffè sospeso...
aneddoti, riflessioni e storie di amore gratuito …quasi sempre nascoste.
Il caffè sospeso è un’antica usanza a Napoli. C’è chi dice che risale alla Seconda Guerra Mondiale per aiutare chi non poteva permettersi nemmeno un caffè al bar e c’è chi dice che nasce dalle dispute al bar tra chi dovesse pagare. Al di là delle origini, il caffè sospeso resta un gesto di gratuità. Nella nuova rubrica che apre l’anno 2024, vorrei raccontare storie o suggerire riflessioni sull’amore gratuito e disinteressato. Quello nascosto, feriale, quotidiano che nessuno racconta, che non conquisterà mai le prime pagine dei giornali ma è quell’amore che sorregge il mondo, che è capace di rivoluzionare la società dal di dentro. Buon caffè sospeso a tutti!
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stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).



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