25 Settembre 2026

Fulton Sheen, beato: ogni giorno un’ora davanti all’Eucaristia

James Fulton Engstrom è nato nel 2010, in Illinois, senza battito e senza respirazione. Per 61 minuti il suo cuore è rimasto fermo. I medici continuavano a tentare di rianimarlo, mentre tutto sembrava ormai dire che quella vita appena affacciata sul mondo fosse finita prima ancora di cominciare. Poi, contro ogni previsione e grazie all’intercessione del vescovo Fulton Sheen (1895-1979) il cuore ha ripreso a battere. James è sopravvissuto senza le gravi conseguenze neurologiche che ci si sarebbe potuti attendere dopo una così prolungata assenza di ossigeno. Oggi James è un ragazzo e ieri 24 settembre ha portato la reliquia di Fulton Sheen durante la beatificazione presieduta dal Cardinale Luis Antonio G. Tagle, celebrata ieri a Saint Louis negli Stati Uniti d’America.

La cosa più bella e che mi ha molto commossa è che James si chiama Fulton come secondo nome. Fulton Sheen è stato uno dei grandi comunicatori cattolici del Novecento. Prima la radio, poi la televisione, milioni di persone davanti a uno schermo per ascoltare un vescovo capace di parlare di Dio, dell’amore, della sofferenza, della libertà e del senso della vita senza rinunciare alla ragione e senza vergognarsi del Vangelo. Il suo programma si chiamava, non a caso, Life Is Worth Living: la vita vale la pena di essere vissuta. La trasmissione televisiva, iniziata nel 1951, arrivò a raggiungere un pubblico stimato in decine di milioni di persone ogni settimana.

Sarebbe tuttavia riduttivo ricordarlo come una sorta di “prete televisivo”. Sheen era molto più di questo. Era nato nel 1895 nell’Illinois e fu ordinato sacerdote per la diocesi di Peoria nel 1919. Studiò filosofia e teologia, anche all’Università di Lovanio, dove nel 1923 fu il primo americano a ricevere il prestigioso Cardinal Mercier Prize per la filosofia. Insegnò alla Catholic University of America, fu direttore nazionale della Society for the Propagation of the Faith, partecipò al Concilio Vaticano II e nel 1966 fu nominato vescovo di Rochester. Morì nel 1979. In mezzo ci sono una quantità impressionante di libri, conferenze, trasmissioni, lettere, missioni.

La beatificazione riconosce una vita nella quale la fede è diventata forma concreta dell’esistenza, una vita segnata da quella che la Chiesa chiama eroicità delle virtù. Sheen appartiene a un tempo nel quale la televisione era ancora una novità. Eppure, guardandolo oggi, ci accorgiamo che aveva già compreso una cosa che noi fatichiamo ancora a capire: non è il mezzo a rendere moderno il Vangelo. È la capacità di parlare all’uomo senza tradire la verità che gli viene affidata. Lui entrava nelle case americane senza portarsi dietro una versione addomesticata del cristianesimo. Parlava di peccato e di grazia, di morte e di vita eterna, di matrimonio, di libertà, di sofferenza, di Cristo. Ma lo faceva con una straordinaria capacità di ascoltare le domande dell’uomo. Non cercava di rendere Dio più piccolo per renderlo più accettabile. Cercava di rendere comprensibile ciò che la fede annunciava.

Nel libro Three to Get Married, parlando dell’amore coniugale, scrive una frase che sembra quasi una provocazione in un’epoca nella quale siamo abituati a pensare l’amore come una faccenda privata tra due persone: «It takes three to make love», ci vogliono tre persone per fare l’amore. Per Sheen, infatti, l’amore tra un uomo e una donna non si comprende fino in fondo se rimane chiuso nella coppia, perché l’amore umano trova la propria sorgente e il proprio compimento in Dio. In Peace of Soul affronta le inquietudini dell’uomo moderno. In The Priest Is Not His Own parla del sacerdote non come di un funzionario della religione, ma come di un uomo appartenente a Cristo. In Children and Parents si sofferma sulla responsabilità educativa e sulla famiglia. In The Power of Love torna al centro di tutto ciò che aveva predicato: l’amore non come semplice sentimento, ma come forza capace di trasformare la persona.

Nel giorno della sua ordinazione sacerdotale, Sheen fece una promessa che avrebbe mantenuto per tutta la vita: ogni giorno un’ora davanti all’Eucaristia. Una vita passata davanti ai microfoni e alle telecamere nasceva, in realtà, da un uomo che ogni giorno tornava al silenzio. Questa è forse la parte meno spettacolare e più importante della sua storia. Prima di parlare a milioni di persone, Sheen imparò a stare davanti a Uno. Prima di evangelizzare attraverso la radio e la televisione, imparò a stare davanti all’Eucaristia. Prima della voce pubblica c’era una vita nascosta.

Credo che proprio qui ci sia la firma di un uomo che ha lasciato che Cristo desse forma alla sua intelligenza, alla sua voce, al suo sacerdozio e perfino alla sua capacità di stare davanti al mondo. Raccogliamo dunque la sua eredità che ci chiede di non avere paura di entrare nelle case, nelle piazze, nei giornali, nelle televisioni, nei social portando qualcosa che il mondo non può darsi da solo: una buona notizia. Cristo, amato, pregato, adorato, accolto ogni giorno nell’Eucaristia.



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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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